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lunedì 3 ottobre 2011

Hans Multscher artista illustre per Michael Pacher

Hans Multscher
Natività (1458) Museo Hans Multscher, Vipiteno
Hans Multscher
La flagellazione (1458) Museo Hans Multscher, Vipiteno








Hans Multscher scultore e pittore tedesco si formò artisticamente tra la Fiandra e la Borgogna. Dal 1427 ottenne una importante bottega nella città di Ulm. La sua fama internazionale lo portò ad essere invitato nella città di Vipiteno per la realizzazione dell'altare dedicato alla Vergine, concluso dallo stesso nel 1458. Per tale opera il maestro ottenne l'esenzione del pagamento dei tributi cittadini per tutta la durata dei lavori. Multscher assieme al teologo Nicola Cusano furono i primi di una serie di uomini illustri che arricchirono culturalmente il Tirolo meridionale, creando le premesse per far sorgere la figura internazionale di Michael Pacher e quella, per la verità più legata al territorio, del Maestro di Uttenheim.
La rinascenza fiorentina mediata dalla tradizione padovana non trova in questo altare alcun riferimento. Tale impostazione di intenti fu dovuta evidentemente all'età dell'autore, che per i lavori a Vipiteno era giunto all'anzianità. Possiamo certamente convenire sul fatto che gli stessi committenti non avrebbero visto positivamente una influenza diversa da quella che aveva caratterizzato l'agire del maestro e che loro stessi avevano fortemente voluto. Qualche anno dopo queste forme legate ancora al gusto gotico furono coraggiosamente mediate dal fare di Michael Pacher che riuscì a tradurle in moderne. Per quanto sia unanimemente riconosciuta la presenza di vari collaboratori, non posso non confermare che le direttive e molto probabilmente gran parte della parte scultorea siano frutto della mano di Multscher.
La fortuna critica di questo autore vede ancor oggi una maggior sensibilità sopratutto in territorio tedesco. In Italia ricordo l'importante biografia fatta da Nicolò Rasmo, storico che ebbe un ruolo fondamentale per il ritorno delle opere nella città Tirolese. L'altare fu smembrato nel 1779. Durante il periodo nazista le opere furono donate da Benito Mussolini al maresciallo del Reich Hermann GÖring. Quest'ultimo aveva dichiaratamente proferito la sua stima per l'artista al Duce. Il Comune di Vipiteno si vide quindi costretto a lasciar partire le tavole. Finito il secondo conflitto mondiale le tavole furono confiscate dall'esercito americano a Berlino. Fu solo dopo un lungo lavoro diplomatico di Rasmo che le opere poterono tornare nel luogo ove si trovano ancor oggi, il Museo Hans Multscher di Vipiteno.

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lunedì 26 settembre 2011

Michael Pacher tra Fiamminghi e Italiani



Rogier van der Weyden, pseudonimo di Rogier de la Pasture











Sandro Botticelli, vero nome Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi



Il contrasto formale tra la pittura fiamminga e quella italiana del XV secolo, tralasciando le minori determinazioni, trovarono un sunto artistico nelle figure di confine come Michael Pacher prima e Albrecht Dürer poi.
Il fiammingo, chiese alla sua arte l'effusione, anche violenta, delle scene raffigurate. Si contentò volentieri d'immagini vigorose che poterono suscitare una reazione emotiva nello spettatore. Si pensi alla dialettica di Jacopo da Seckau. La pittura rinascimentale italiana amò invece l'animo pacato, il disegno sapiente, le figure precise nei loro contorni, la ponderazione.
Nonostante queste posizioni, a prima vista molto distanti, si possono scorgere nel corso del Quattrocento epistole, disegni e codici miniati, che diedero vita ad un intenso scambio culturale.

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lunedì 5 settembre 2011

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venerdì 2 settembre 2011

Chiave di volta con busto di angelo



L'attribuzione a Pacher viene generalmente accettata sin dal tempo della pubblicazione di Gruber (1974) cosi come la relazione proposta da Kofler (1974) tra quest'opera e il passo tratto dal Libro dei conti della chiesa di Issengo. Quello che sappiamo per certo è la data relativa al pagamento per la chiave che è certamente avvenuta nel 1457.

Il legame stilistico con Pacher trova confidenza con le teste degli angeli delle opere più tarde, come quella dell'angelo nella Annunciazione nell'altare di San Lorenzo.
Quest'opera che si trovava in collezione privata sino al 1970, oggi la potete osservare presso il museo civico di Brunico.
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venerdì 12 agosto 2011

Primisser su Michael Pacher


Possibile autoritratto di Michael Pacher, particolare presente nella Circoncisione all'interno dell'altare di san Volfango(1481).


Il primo a scrivere su Michael Pacher fu Primisser, nel 1822, con una attenta descrizione dell'altare di san Wolfango . Egli infatti scrisse:"La chiesa, contiene forse il più notevole fra gli antichi altari conservati in Austria (...). Quest'opera ammirevole si distingue per la grandezza, la magnificenza e l'artisticità che la caratterizzano e si è conservata intatta e incontaminata. La scritta in tedesco antico con lettere del quindicesimo secolo, situata sul bordo inferiore della portella esterna, ci informa che l'abate Benedict di Mondsee ha commissionato l'opera al maestro Michael Pacher di 'Prauneck' (Brunico), e che questi l'ha ultimata nel 1481"
Nonostante questo documento, nel 1830 il nome di Pacher non trovò spazio nel Tiroler Künstlerlexikon di Lemmen.




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